sabato 31 dicembre 2016

Vi auguro l'amore



Vi auguro l'amore.
A chi non ce l'ha, di trovarlo.
A chi l'ha perso, di comprenderlo.

A chi lo vive, di custodirlo.

A chi lo sogna, di realizzarlo.

A chi lo teme, di ignorarlo, ancora per un po'.

Auguro a chi lo fugge, di non correre.
A chi lo insegue, di rifiatare.
A chi non lo cerca più, di mantenere il cuore vigile.
A chi non può accoglierlo, di guardarsi dentro.
A chi ha paura di perderlo, di non perdersi.
A chi sa raccontarlo, di farlo.
A chi la morte l'ha strappato, poi, 
auguro l'eternità di un ricordo e di un sorriso.




E auguro a chi non crede esista veramente, di guardare il cielo.



Insomma, vi auguro un 2017 di amore scintillante! E che il mondo avverta un briciolo di calore umano...








domenica 25 dicembre 2016

Un Natale senza Natale



Auguri ai bambini di Aleppo, a quelli ancora vivi, perché hanno un motivo valido per festeggiare, ma anche a quelli che non ci sono più, anime libere di planare sulle cose degli uomini. Perché siamo venuti al mondo si chiederanno, se non abbiamo avuto nemmeno il tempo di sperimentare l'amore. 









Oggi il mio pensiero è rivolto a loro, perché sono il simbolo di chi con innocenza ha vissuto, senza pretendere mai. 

Quanti di noi possono dire la stessa cosa, di saper vivere senza pretendere? Di essere felici semplicemente per il fatto di vivere? Difficile dare un senso al Natale oggi. Se proprio dobbiamo, ricordiamoci che un giorno in più trascorso con chi ci vuole bene per davvero, con le persone che amiamo, è già un buon motivo per ringraziare Dio. Le anime dei bambini di Aleppo ce lo ricordano sempre. 

Auguri allora, di cuore.

venerdì 11 novembre 2016

Hallelujah!



Ci sono persone che la poesia non la cantavano soltanto. La incarnavano. A loro e per loro, il rispetto del silenzio...







Fai buon viaggio amico mio.

lunedì 24 ottobre 2016

Per tutti quei sentimenti non scritti, e per le parole mai dette



C'è una poesia intima anche in questa profonda esigenza che sento di riservare la parole migliori soltanto per me. 


Come una forma di saggezza. Le parole silenziose, piena di pazienza, di comprensione, non si scrivono, si tacciono. O forse si nascondono.


Come una preghiera prima di dormire. Hanno un sapore che si perde nelle labbra.


Visto che servono a me, in cambio vi regalo queste. 










Nella vostra vita, utilizzatele come meglio potete.





domenica 25 settembre 2016

Del Cammino e di altre strade


Mi sono proprio distratto. Questa estate ho scritto poco qui, ma ho scritto tanto sui miei fogli di carta. Di cosa ho scritto? Ma di tutti quei pensieri, quelle riflessioni che mi hanno accompagnato nei miei viaggi. Sulle strade del Cammino di Santiago fino a Lisbona e Oporto, e poi di nuovo a Santiago. E poi isole, raggiunte con le navi e metaforicamente, isole in cui mi sono chiuso in me stesso e mi sono aperto agli altri, e in questa alternanza tra intimità e socialità, tra chiudere e aprire, ho respirato abbastanza. Come i polmoni, la mia vita ha seguito ritmi cadenzati, senza attacchi di panico.

Ho vissuto, sono felice. Sapete quando la vita hai proprio la sensazione di viverla? Ecco,  l'ho provata questa sensazione. Io, con me, nei posti giusti.  Il mio zaino sulle spalle pesava, ma io ero leggero, tanto leggero che avrei potuto prendere il volo. 

Ho rivisto me, la mia vita, le persone che ho incontrato sul mio percorso. Ho recuperato le persone perse, ho sognato di quelle sparse, ho salutato persone parse a me come fantasmi, ma vere, mai false. Ho giocato con le assonanze, e ho recuperato nel mio cuore sentimenti che avevo dimenticato. 

Ho scattato centinaia di foto, e a rivederle oggi ciascuna mi regala ogni volta un'emozione. E' bella questa cosa qui che le foto regalano emozioni. Per fare un esempio, qui metto una foto che mi strappa un sorriso. 





Col bastoncino, lo zainetto della fanta e una magliettina con la scritta "No Stress". Un mito questo bambino! Ho sorriso col cuore per le vie di Santiago.

Ho celebrato la comunione perfetta. Ho amato i miei familiari, stretto nuovi legami di amicizia. Ho anche dormito bene, ché anche dormire bene è una cosa importante. 

E se in tutto questo non ci trovate la poesia, be', mi spiace. Io la sento nelle vene. 

lunedì 20 giugno 2016

Danza, danza!



Un padre incita la figlia a danzare, "balla", le dice, "balla!". E lei, come trascinata da un impulso più forte, come un richiamo della terra, ma che dico io, di più, del cosmo, come dovesse qualcosa alle forze nascoste della fisica, come dovesse piegare i nervi, allungare i muscoli alla ricerca del più profondo suo mondo interiore, che è quello dell'universo, coi suoi misteri, le sue musiche, il suo silenzio, come dovesse qualcosa all'umanità intera, come se il suo corpo non fosse suo, ma nostro, sì, come se tutti quanti noi ci muovessimo a seguire il moto perpetuo del cuore, noi con le nostre emozioni, lei con la sua danza, ebbene, questa figlia legata al padre da un profondo sentimento d'amore, come se l'amore autorizzasse a essere se stessi, già, se stessi, questa figlia balla, e cambia i sensi, la percezione, il tempo con lo spazio. Distorce perfino i periodi, le virgole, i punti. Supera abbondantemente la mia capacità di espressione. E vola via, tra i miei ricordi più intimi.








Colui che danza cammina sull'acqua, e dentro una fiamma

(Garcia Lorca)

sabato 18 giugno 2016

In viaggio


Proietto in avanti il mio amore, perché tu lo possa sentire. E non ci sarebbe gioia più grande che averti fra le braccia, ma per poi lasciarti andare. Musiche e parole solo per te, un pugno di monete da stringere forte. Se il tuo destino incrocerà il mio, non chiuderemo tutte le porte. 








[...] Lo sai che l'onestà 
non è un concetto vecchio 
non vergognarti mai 
quando ti guardi nello specchio 
non invocare aiuto nelle notte di tempesta 
e non ti sottomettere tieni alta la testa [...]


[...] Ama la tua terra 
non la tradire 
non badare alle offese 
lasciali dire 
ricorda che l'umiltà 
apre tutte le porte 
e che la conoscenza 
ti renderà più forte [...] 


Queste e forse altre parole ti direi, figlia mia, se fiorissi tu domani dal seme del nostro amore.

lunedì 30 maggio 2016

A quelli che rimangono





Il mio pensiero va a quelli che rimangono, a quelli che non si preoccupano di divenire, a quelli che, molto più semplicemente, sono... 
(dal web)




Nella vostra umanità, il pianto muto della terra 
La gioia indefinibile del silenzio
Il senso di un sorriso che non fa rumore


Nel vostro sguardo, svelato, tutti i segreti del mare






"Ora, nel buio, e senza luci in vista e senza chiarori, e soltanto col vento e la spinta regolare della vela, gli parve di essere già morto, forse. Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiuderle per risuscitare il dolore della vita"

(Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway)










martedì 17 maggio 2016

Del tuo amore lontano



Tempo fa ho provato a impartire lezioni d'amore, qui, su questo blog. Mi piaceva lasciare che i lettori scovassero all'interno dei post quei messaggi, quei corsivi che per me rappresentavano l'essenza di un discorso compiuto sull'amore, un discorso che in fondo non facevo che ripetere a me stesso. Poi il senso di quel progetto si è modificato, quasi naturalmente. Come capita al giorno di lasciare il posto alla notte, è cambiato quando ho provato a "fare" l'amore, ad applicare tutta la mia capacità di amare. A sostituire le parole coi sentimenti. 


E' stato uno sforzo immane. Fare a meno dell'amore, e amare comunque. Poi amare con la carne, e non riuscire a cambiare. Poi cambiare, e imparare ad amare me stesso, innanzitutto. Senza la carne, e attraverso la carne. E andare avanti, sempre. Posso dire di esserci riuscito, ma anche dire di aver sofferto, logicamente e senza logica. Perché l'amore è una ferita.


Sbagliavo a impartire lezioni d'amore, e sbaglio ancora adesso, per un motivo fondamentale. Non gli uomini, ma le donne, soltanto le donne possono parlare d'amore. Soltanto loro hanno il potere di scompaginare l'ordine del mondo. Le donne con la loro follia, e la capacità, che è donna, di sentire di più, di sentire meglio. Qualcuno dice che la donna costruisce la sua identità nella relazione. L'uomo non ne sarebbe capace, perché subordinerebbe la relazione all'identità. E' vero. Per me che ho sempre pensato che amare fosse pensare con il cuore dell'altro, scoprire nella vita di saperlo leggere questo motto, ma di non saperlo attuare, è stato drammatico. L'uomo scopre l'amore soltanto attraverso la donna. Per questo una donna può fare impazzire un uomo, quando decide di negargli il suo cuore, quando il suo amore si spinge talmente lontano dai suoi occhi da dargli la sensazione di non vedere più. L'uomo cieco grida per farsi sentire, e talvolta il suo grido può diventare un canto.


Ma può succedere anche il contrario. Guarda bene l'anima di una donna, e poi tira fuori dal suo corpo tutto ciò che tiene nascosto, perfino a se stessa. Poi mostraglielo e vattene. Ebbene, ti amerà tantissimo. Subito dopo però ti odierà, e lo farà per tutta la vita. Lo sai perché? Perché l'avrai violentata. La follia di una donna, la sua fragilità, l'eros che investe ogni sua azione, non vogliono essere "spiegati". Soltanto accolti, e contenuti. Sempre rispettati. 









A volte basterebbe chiedere scusa col cuore per stare bene. Uomini e donne, indifferentemente, per non amare soltanto di un amore lontano... 




L'amore non è forse in quella follia che ci appartiene e che fuggiamo?













mercoledì 20 aprile 2016

Filosofia dell'amore



Mi rendo conto che la filosofia toglie sempre qualcosa all'amore. Le parole della filosofia imbavagliano l'amore, lo rendono muto, giacché il senso profondo dell'amore è sempre e comunque l'espressione dell'amore.

Però io ci trovo tanta poesia in questa filosofia che si interroga, e che ascolta le parole dell'amore a bocca aperta. Come farebbe un ragazzino innamorato, quando ascolta le parole della sua amata, o forse, più profondamente, i misteri del suo cuore.








Diotima: ...Amore è scarno, aspro, scalzo, Amore non ha casa alcuna, dorme per terra, davanti alle porte, al bordo delle strade, ma, dato che Ingegno è padre di Amore, è anche pieno di coraggio, sempre all'erta, ed è un meraviglioso cacciatore, e c'è di più, è sempre bramoso di pensieri, amore è sempre filosofo...

Socrate: Ma dimmi Diotima, perché dici che l'amore è filosofo?

Diotima: Perché la saggezza è la cosa più grande e più bella, e l'amore non può per sua natura amare altro che il bello...



Amore, bellezza, giustizia, filosofia, poesia. Ci sono tanti pezzetti di verità nel dialogo tra Diotima e Socrate che possiamo ritrovare nel Simposio di Platone. Non riporterò qui ogni singola parola. 


Ma in ogni singola parola di questo dialogo, ognuno di noi può trovarci la poesia che cerca.



sabato 9 aprile 2016

Bellezza



Credo di aver visto questo video cento volte. Ma ogni volta, è come se fosse la prima.







Quasimodo, Frollo e Febo. Ciascuno ama Esmeralda come sa. Come può. 



Quasimodo la ama perché sa che non l'avrà mai. La ama perché è brutto, e la bellezza è un dono che a lui non è dato di ricevere. Si strugge. Ama silenziosamente, e intensamente. Ma c'è molta rabbia nel suo amore. Se non ce l'ha lui,  nessuno deve averla la bellezza.



C'è qualcuno che le scaglierà la prima pietra
Sia cancellato dalla faccia della terra


Frollo è il personaggio più tragico. Lui ha votato la vita a Dio. Scopre che c'è una bellezza che lo rende umano. Vuole averla. Ma non può averla. E' disposto perfino a diventare un criminale, ma non serve. La bellezza non si lascia catturare dall'arroganza, e nemmeno dal potere.



E' il demonio che si è incarnato in lei
Per strapparmi gli occhi via da Dio, lei
Che ha messo la passione e il desiderio in me
La carne sa che paradiso è lei
C'è in me il dolore di un amore che fa male
E non m'importa se divento un criminale


Febo è bello. Quella bellezza è per lui. Lui che sta per sposare Fiordaliso, non può fare a meno di spingere gli occhi fino al corpo di Esmeralda.


Amore, adesso non vietarmi di tradire
Di fare il passo a pochi passi dall'altare
Chi
È l'uomo vivo che potrebbe rinunciare
Sotto il castigo, poi, di tramutarsi in sale?
O Fiordaliso, vedi, non c'è fede in me
Vedrò sul corpo di Esmeralda se ce n'è


Ciascuno la ama a modo suo. Tutti e tre, con desiderio. Si, con desiderio. Tutti e tre, con desiderio.


Non c'è uomo che non venga stregato 
dalla bellezza di una donna...


Adesso io non lo so se la bellezza sia del paradiso o degli inferi. So che la bellezza può passare attraverso le note di una canzone, i movimenti di una danza, il corpo meraviglioso di una donna.


Ma so anche bene che non può essere trascritta, nemmeno utilizzando le parole dell'amore.



La bellezza è un ideale, 
sfugge ogni volta  
che cerchiamo di acchiapparla



Esmeralda incarna la bellezza. Lei non può amare ed essere amata. Lei non è di nessuno. Per questo la bellezza è sempre triste...


Può Esmeralda, ciò che essa incarna, salvare la vita di un uomo?

Può la bellezza salvare il mondo? Victor Hugo si è certamente posto questa domanda, ma non ha creduto abbastanza nella risposta.


Se avete un po' di tempo, circa un'ora, vi consiglio di ascoltare le parole di Marco Guzzi. Sono parole che sgorgano dalla fonte pura della verità, attraverso le quali rispondo a una cara amica che me lo ha presentato, un'amica che forse per paura non ha voluto confondermi con la realtà, ma che a suo modo è riuscita a essere "relazionale", quando mi ha chiesto e ha chiesto a tutti voi quale sia il compito dei poeti oggi. Per questa domanda, le sono umanamente grato.






















martedì 29 marzo 2016

Liberi liberi


Vogliamo parlare di libertà? 



Liberi liberi siamo noi, però
liberi da che cosa...chissà cos'è?
Chissà cos'è?








Chi cerca la libertà oggi? Chi si cerca nella libertà? Cosa si cerca nella libertà? Vasco non lo sa, e, voglio dire, non è che si abbiano molte risposte sensate da dare in questi casi. Quindi non posso avercela con lui. Quantomeno, a forza di cercare, lui ha scoperto che in fondo un senso questa vita non ce l'ha.




Finché eravamo giovani 
era tutta un'altra cosa 
Chissà perché? Chissà perché! 
Forse eravamo "stupidi" 
però adesso siamo "cosa"... 
che cosa, che?




Finché eravamo giovani dunque. Finché eravamo giovani, eravamo liberi. Come suona bene! Liberi. Dici che è così? Giovani e liberi? Poi si cresce e la libertà perde di senso, cioè si perde e basta? 







Ma come è brutta questa vita, una vita in cui si combatte per la libertà soltanto da giovani, mentre da grandi ci si accontenta di un senso, che poi si scopre essere un "non senso". 


Oggi mi metto in tasca queste note assieme alle parole, e continuo a camminare. Guardo il cielo, quel cielo che appena ieri mi sembrava immenso, oggi mi sembra carta colorata messa lassù da qualcuno per rendere più accogliente questo mondo. Non c'è la libertà lassù. Non c'è qui. 



E allora cos'è? Cos'è la libertà? Una rincorsa perenne? Un salto verso l'alto? Un tentativo di aggrapparsi a questa vita perché non perda di senso?



Il mio parlare è oscuro perfino a me stesso, e c'è poca poesia nelle mie parole, o almeno così penso, mentre cammino e non sono ancora arrivato a casa mia, e non ho ancora cominciato a scrivere.


Poi finalmente mi metto qui, comodo. E scrivere mi riesce facile. Sono dentro al mio blog, e mi accorgo che sebbene la vita un senso non ce l'abbia, questo post un senso ce l'ha, eccome. Mi spiego meglio, quando mi metto a scrivere, succede che la mia vita acquisti di senso. Si, è proprio questo che avviene. E mi rendo conto che non sono poi così diverso dalle mie parole.


Sai che cosa penso 
Che se non ha un senso 
Domani arriverà... 
Domani arriverà lo stesso



Da giovani ci sentiamo liberi perché viviamo con l'illusione di poter fare a meno di tutto, e, in questo senso, è piuttosto naturale andare alla ricerca di una libertà fatta di respiro e autosufficienza. Ma è da grandi che ci sentiamo veramente liberi, ed è per questo che da grandi il concetto di libertà perde di senso. Più cresciamo, più ci rendiamo conto che la libertà non somiglia alla solitudine di un gabbiano che vola, bensì alla possibilità di sentirsi stormo. 


La libertà non è una fuga dal mondo, la libertà è presenza. La libertà è un legame. La libertà, è la libertà di amare. Di accettare una comunione che avviene prima dentro di noi, e soltanto dopo in Chiesa o tra le solide mura di un Municipio.




E se non lo troviamo oggi questo senso, non dobbiamo disperare. Domani arriverà. Arriverà lo stesso.




Ps: raccolgo alcune interessanti segnalazioni.


Federica Dardi - comunicazione degli ebook di Feltrinelli Editore  - Zoom poesia, mi ha inviato copia gratuita
di due ebook. 

• "Il durante eterno delle cose" di Davide Sapienza http://bit.ly/il-durante-eterno 
• "Nient’altro che parole" di Annalisa Teodorani http://bit.ly/nientaltro

Sia le parole di Davide Sapienza che i versi in dialetto di Annalisa Teodorani meritano la nostra attenzione. Questo blog sostiene le buone iniziative editoriali, e allora spero che questa segnalazione vi sia gradita.




Roberto Chiodo ci segnala la pubblicazione del bando della diciassettesima edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”. 
Può essere scaricato dal blog https://concorsoguidogozzano.files.wordpress.com/2016/03/bando-concorso-guido-gozzano-2016.pdf . Le adesioni dovranno pervenire entro il 07/07/2016.



Federica Pannocchia, presidente dell’Associazione di volontariato "Un ponte per Anne Frank" con sede a Rosignano Solvay, Livorno, ci segnala la lodevole iniziativa “Buon compleanno Anne! " che incoraggia a partecipare artisti, con  poesie, disegni,canzoni, musica, fotografie, scritti… per non dimenticare. Sotto, i riferimenti:
www.unponteperannefrank.org
unponteperannefrank@yahoo.it
http://www.facebook.com/unponteperannefrank



Denise Peduzzi ci segnala il Premio Letterario Nazionale  Antonio Fogazzaro. Il Bando si può scaricare dai siti: www.associazioneversante.it 
www.premioantoniofogazzaro.it.


Buona scrittura a tutti.

domenica 6 marzo 2016

Cieli immensi


Mi prende la nostalgia oggi. Forte e intensa. Come della vita che c'è già stata.


Cosa c'era allora in fondo alla mia anima?





C'erano cieli immensi e immensi amore? Forse sì. E il coraggio di vivere? Quello ancora non c'era.



Oggi avevo voglia di scrivere, ma è strano. Adesso che mi trovo qui, è come se mi sentissi fuori tempo e fuori luogo. 



Io temo tanto la parola degli uomini.
Dicono tutto sempre così chiaro:
questo si chiama cane e quello casa,
e qui è l’inizio e là è la fine.
A me piace sentire le cose cantare.
(Rainer Maria Rilke)


Leggo questa poesia in un altro blog. Mi rimane nel cuore, non se ne va più. Temo le parole. In fondo, probabilmente, oggi fatico a comprenderle. Che fine hanno fatto i poeti dici tu?



Sono qui, in silenzio, e riflettono.



E me ne vado in giro per il mondo a sentire le cose cantare. E nella vita reale, fare, legare, conoscere e accudire. Amare. Ormai credo solamente in tutto ciò che è reale. 






Soltanto una cosa non è cambiata. Quei cieli, rimangono immensi.


Ps: tanti auguri al mio blog. E sono cinque.

sabato 20 febbraio 2016

Sesso


Quando nei singoli, infiniti momenti di attesa di qualcosa che accada nella mia vita, di qualcosa che scuota il corpo e assieme i miei nervi segnati e sognanti di scrittore, come quando me ne sto in silenzio e il mondo attorno a me sparisce, una doppia dimensione senza tridimensionalità, e le cose, gli avvenimenti, le persone pure, scivolano giù via ben oltre i bordi di questa terra piatta e, così facendo, spariscono alla vista, quando insomma, e come quando sono solo, veramente solo, e nessuno capisce e mi capisce in questo silenzio bianco, allora leggo Murakami Haruki, sì, proprio lui, uno dei miei preferiti, uno che mi angoscia e purifica allo stesso tempo, uno che mi toglie dai guai perché sa regalarmi sempre, rubata alla vita degli altri, un'emozione, che io poi torno a regalare, creando come un corto-circuito di passione e intimità, quasi una danza appassionata ma di immacolata concezione. 

Così io leggo, e mi sembra di fare l'amore con voi.


"Ogni tanto mi veniva in mente la notte che avevo passato con Creta, ma era un ricordo estremamente confuso [...] Non riuscivo a ricordare concretamente il suo corpo, e neanche in che modo avevamo fatto l'amore. Più che il ricordo reale di quella notte, era vivido in me quello della volta in cui avevamo avuto un rapporto irreale nella mia mente. Mi appariva incessantemente davanti agli occhi la figura di lei sopra di me con addosso il vestito blu di Kumiko, nella camera di quell'albergo misterioso. Aveva al polso sinistro due braccialetti che tintinnavano. Mi ricordavo la sensazione del mio pene in erezione. Era diventato duro e grosso come non mi era mai successo. Lei l'aveva preso in mano e l'aveva introdotto dentro di sé, poi si era mossa lentamente in tondo, come se disegnasse dei cerchi. Sentivo ancora sulla pelle l'orlo dei vestito di Kumiko che mi accarezzava. Intanto chissà quando Creta aveva lasciato il posto a quella donna misteriosa che mi aveva telefonato non so quante volte. A cavalcioni su di me ora c'era lei. Ormai ero nella sua vagina, non più in quella di Creta. Lo capivo dalla temperatura diversa, dalla mutata sensazione. Come quando si entra in un'altra stanza. <<Dimentica tutto, - mi aveva mormorato-, come se dormissi, come se sognassi, come se ti rotolassi nel fango caldo>>. Dopodiché ero venuto."


Ora io non lo so perché ho riportato questo passo tratto da "L'uccello che girava le viti del mondo". Davvero, non volevo abbandonarmi e abbandonarvi a una facile ironia. Invece l'ho fatto. Con voi, e per voi. Ma soprattutto per me. 


E' iniziato il 2016. Sento le mie mani ribollire. Qualcosa di buono accadrà.