venerdì 20 agosto 2021

Il tango della gelosia


La gelosia è uno spettro che di notte incalza e ti tiene sveglio. Non è come lo spettro della paura che non ha una ragione, vago, opprimente ma senza consistenza. E' più concreto. Ti tocca, e puoi sentire le sue mani gelide su tutto il corpo. Di solito non ha un volto soltanto, ne ha tanti. Cambia faccia, e assume i lineamenti tetri di una immagine a te familiare, un fratello o una sorella, un genitore, un oggetto di cui tu abbia sperimentato almeno una volta il sentimento del possesso, un amico, un fidanzato o un amante, di un'immagine che in ogni caso, alla sua luce, acquista una colorazione che va dal giallo al viola, i colori forse più adatti a esprimere l'energia di questo sentimento che distorce i pensieri e li rende cattivi.  


Se fossi un espressionista, rappresenterei appunto l'energia contenuta in questo sentimento col giallo brillante dell'oro, un giallo che non diventa mai rosso se non forse nella patologia. Tale energia è in grado di distorcere i pensieri che diventano cattivi e sanno di viola tendente al blu sebbene non diventino mai neri, se non forse nella patologia. Qui non parliamo infatti della gelosia malata, quella che acquista i colori del rosso della rabbia o del nero della morte, quella che rappresenta un coacervo di problematiche narcisistico-paranoiche. Qui parliamo della gelosia transitoria, di quel sentimento che è collegato all'attaccamento, al senso di appartenenza, forse in qualche misura al senso d'identità di un individuo. Deve essere un sentimento per forza di cose necessario se così diffuso. Probabilmente serve a creare legami, o a sentirli. 


Non vuole essere una disquisizione sulla gelosia questa, ma è indubbio che la gelosia somigli tanto a un farmaco utile ma potenzialmente letale se somministrato a dosi sbagliate. Così come è indubbio che diversi artisti ne abbiano fatto utilizzo, in maniera più o meno smodata.





Ed eccola qui rappresentata la "Gelosia" di Munch. Mi immagino quasi di vederle interagire queste persone eleganti al ballo, e mi immagino spiare il gioco di sguardi che si creano tra lui, lei e l'altro.


Poi c'è la musica che rappresenta bene questo sentimento, e gli esempi potrebbero essere diversi. Bellissima e struggente "E io, tra di voi" di Charles Aznavour, ideale colonna sonora del quadro di Munch.




Ma come non pensare anche al "Tango della gelosia" di Vasco?







C'è tanta passione nella gelosia, eh Vasco? E quanta poesia!


L’animale


Come un cane rabbioso,

bavoso e contagioso

Stringo tra i denti l’osso del collo

E ti uccido, Amore


di Piercalogero Filì



La gelosia purtroppo può assumere i lineamenti di un cane rabbioso e bavoso, un cane da tenere alla larga perché fuori controllo. Innumerevoli fatti di cronaca nera mi hanno portato a chiedermi perché la gelosia ingeneri violenza. La rabbia è una gravissima malattia infettiva a carattere zoonosico (si trasmette all'uomo). Il contagio avviene attraverso una ferita, generalmente il morso di un animale già contagiato. La rabbia che ingenera violenza, quando è legata al sentimento della gelosia, potrebbe avere la stessa origine? E' possibile pensare che la gelosia che porti alla violenza abbia sempre alla base un problema relazionale e non individuale? Si può pensare alle gelosia come a una malattia contagiosa? Solo i gravi narcisisti paranoici possono diventare violenti? Qual è la scintilla che ingenera violenza? Un sorriso ammiccante? Una confidenza inaspettata? Una gentilezza non richiesta? Una provocazione sadica? La consapevolezza o il sospetto di un tradimento? Il mero desiderio di possesso? E come avviene questo contagio? Perché le donne picchiano gli uomini, e perché gli uomini uccidono le donne? Cosa c'è alla base di questa infelicità? Un virus? Esiste forse un virus della violenza che è contenuto come il virus dell'herpes nei gangli del sistema nervoso e se ne sta lì pronto a riattivarsi in un qualsiasi momento di stress relazionale? 


In ogni caso, quando lo spettro della gelosia assume le sembianze di un cane rabbioso, bisogna aprire gli occhi e stare in guardia. E' venuto il tempo di scappare.