domenica 23 aprile 2017

Pensare e cercare


Cosa possono avere in comune Renato Zero e Charles Bukowski? Niente probabilmente. Eppure hanno dialogato. Lui, Charles, il maschile. Lei, Renato, il femminile. Il primo non la cerca. L'altra gli grida di cercarla. Lo fanno con la stessa intensità di sentimento. Eppure sembrano parlare di cose diverse, ma non è così. Lui Charles non trova il coraggio di amare, e allora scrive. L'altra gli grida di non farlo, di non scrivere, ma di agire invece. Il punto è che non sembrano trovarsi mai. Ma quanto sono vicini invece...




“Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. 
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, 
che mi manchi e che ti penso. 
Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. 
Non so come stai. E mi manca saperlo. 
Hai progetti? Hai sorriso oggi?
                  Cos’hai sognato? Esci? 
                  Dove vai? Hai dei sogni? 
Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire 
a cercarti. Ma non ne ho la forza. 
E neanche tu ne hai. 
Ed allora restiamo ad aspettarci invano. 
E pensiamoci. E ricordami. 
E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo 
                               ogni giorno, che scrivo di te. 
                               E ricordati che cercare e pensare 
                               son due cose diverse. Ed io ti penso 
                               ma non ti cerco.” (Charles Bukowski) 



Charles scrive che pensare non vuol dire cercare. Ma quanto somiglia all'amore il suo pensiero...





Renato sostiene che amare vuol dire cercare. Non lo fa con le parole scritte. Lei usa la musica, e le sue emozioni preferisce cantarle. Ha sofferto tanto, è allo stremo delle forze. Non crede che lui la cercherà. La sua disperazione è teatrale, come uno schiaffo in faccia. Canta, sperando che le note, come per magia, tornino alle orecchie con la speranza che lì, da qualche parte, lui l'ascolti.

Ho conosciuto tanti non amori così, perché, vedete, non è che ci sia amore per davvero. E' che da soli si sta meglio. Rimanendo da soli, sia Charles che Renato in fondo realizzano il proprio destino. Quello di scrivere della solitudine parlando dell'amore. Ma come sono bravi a farlo. A parlare di amore dico. Quasi mi convincono a pensare che non esiste forma di amore diverso dal loro. In questo modo posso evitare di cercare, sebbene, da qualche parte, qualcuno mi stia già aspettando.

mercoledì 22 marzo 2017

Il sole di notte



Chi ama vede il sole anche di notte. E non dite che non è vero.








Certe verità sono contenute nella musica. Non è possibile cercarle altrove. Non importa se in questo momento starai guardando il cielo, se a malapena vedi le stelle. Non cercare la luna, non interrogarti. Certe verità puoi trovarle soltanto nella musica.

E' alla musica che devi rivolgere il cuore. Il senso profondo delle cose non può essere compreso, soltanto sentito.

Non c'è religione che ti aiuti. Non puoi metterti in salvo se non senti col cuore.

E' quello il posto giusto. Rivolgi al cuore le tue domande. Troverai lì le risposte. La musica si infila proprio lì.

lunedì 27 febbraio 2017

Un amore - #followme



[...] Eppure adesso,  ballando il cha-cha-cha, gode la meravigliosa sensazione di essere libera, lieve e pura, di non appartenere a nessuno tranne che a lei stessa anzi neppure a lei bensì a qualcosa di più bello, alla musica, alla danza, alla poesia. 

Aveva un vestito color lilla di tessuto a grossa trama, teso sul busto, serrato da una cintura in vita, la gonna corta e gonfia. Sorrise, nell'estasi del moto, le sottili labbra socchiuse e piegate in fuori come petali, maliziosamente. Lui seduto la guardava scoraggiato. Come era vera, come era genuina, come era bella. Lui non l'avrebbe mai raggiunta. Lei era fuori, era straniera, apparteneva a un'umanità diversa, irraggiungibile, era l'incarnazione di.. di.. della del... maledizione di tutto quello che lui finora non ha avuto finora e idiotamente disprezzava, della follia, delle notti spavalde e condannate, delle cosiddette avventure le quali  sono fatte di sussurri nell'angolo proibito, di corridoi di grand hotel, porte che si schiudono senza scricchiolii, parole sommerse sul bordo del letto, quelle trasparenze sessuali, la vorticosa storia che la affascina, la risata, il braccio che cinge alla vita e lei si abbandona, lentamente oh sì, sì, lentamente mentre al di fuori, sul giardino, in completo silenzio, posa la luna. [...]

Queste parole e altre ancora descrivono l'amore disperato di Antonio per la Laide, una puttana ma una ballerina della Scala pure, un vortice di sensazioni e sentimenti contrastanti. Di passione e poesia. Un amore, già, un amore che non è soltanto il titolo di questo splendido libro di Dino Buzzati, ma è il canto di un'anima che si innamora e soffre, perché non c'è amore che non porti con sé una buona dose di sofferenza.

Oggi è il 27 febbraio del 2017. Questo blog compie sei anni, sei!, chi l'avrebbe mai detto che avrei cominciato a contare i miei anni da quel giorno, quando trentenne coraggioso decisi di intrecciare le mie parole con le vostre, i pensieri con quelli di chi ha avuto la pazienza e il coraggio di seguirmi fin qui e fino a qui.

Sono felice, e siccome lo sono per davvero, vi comunico una novità. Tadaaa...


L'ora della poesia è su instagram!


Cercando sul motore di ricerca dell'App loradellapoesia, proprio così, tutto attaccato, potrete se vi va seguirmi anche lì. I post sono stralci di questo blog e pensieri inediti dell'autore, e sono rapidi, istantanei, adatti a viaggiare velocemente sul web, pillole di poesia destinate a raggiungere cuori malati e speranzosi di guarire. 


Questa decisione segna il cambio di una filosofia, al passo coi tempi. In questo mondo liquido e istantaneo, se vogliamo noi poeti raggiungere il cuore della gente, dobbiamo farlo in questo modo, liquido e istantaneo, scagliando dardi indirizzati a chi non sa più se amare, e che cosa esattamente. Il compito di chi vuole avvicinare la gente alla poesia, alla conoscenza di se stessi dunque, non può che essere questo. Come Cupidi che costruiscono storie di amore, i poeti legano anime, scrutano paesaggi, si emozionano ed emozionano. Per farlo, escono da casa o da un blog e vanno in giro per il mondo.

Che altro aggiungere? Tanti auguri al mio blog e....


#followme!

sabato 28 gennaio 2017

La poesia del tennis


Avevo più o meno nove anni. Ho impugnato la racchetta con la mano destra, la mia mano di riferimento. Era pesante, eppure sentivo di poterla reggere. Era bianca, con l'impugnatura di colore giallo vivo. Ero felice, era la mia racchetta. Un regalo di compleanno. Ricordo quel momento, non il mio primo avversario. Non ricordo se fu mio fratello, mio cugino o un amichetto. Ricordo però che il campo mi sembrava grande, difficile da coprire, e che colpire quella pallina non era per niente facile. Eppure sapevo che tutto dipendeva da me. Se mi fossi esercitato di più, se avessi allungato i muscoli con vigore, se avessi organizzato meglio il mio schema corporeo, comprendendo anche la pallina, se avessi coordinato il cervello con le gambe, e i muscoli col respiro, se fossi riuscito nell'impresa di migliorami senza scivolare nello sconforto, se fossi stato coraggioso e forte, sufficientemente equilibrato, ebbene, se fossi stato tutto questo, certamente quella pallina avrei imparato a colpirla nel modo giusto, verso l'altra parte del campo, oltre la rete, lontano da me. Fino a raggiungere un'altra persona. 







Ed ecco che il tennis mi apriva all'esperienza della relazione. E della competizione. Perché non sei solo su quel campo. Dall'altra parte c'è un uomo come te. Un uomo con il "tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore". Proprio come cantava De Andrè. Dunque il tennis diveniva la mia battaglia. Non potevo confidare nell'aiuto di nessuno, solo nelle mie forze. Fu così che assaporai per la prima volta la gioia per la vittoria e il dolore della sconfitta. Quante volte avrei provato le stesse emozioni in seguito. Quante volte avrei vinto, e quante avrei perso. Quante volte.





Ho deciso di scrivere questo post prima della finale degli Australian Open di domani. Federer sfiderà Nadal. Non succedeva ormai da anni che il più grande tennista di sempre affrontasse in una finale dello slam il più grande sfidante di sempre. La vita è bizzarra, e sebbene nessuno ci credesse più, per gli acciacchi e le sfortune che li hanno colpiti, e perché non sono più giovani come un tempo, quando i tornei più prestigiosi li vincevano con la forza della gioventù e la fortuna del talento, ebbene, nonostante nessuno ci credesse più, domani saranno di nuovo uno di fronte all'altro, forse per l'ultima volta, o forse no, perché la vita è misteriosa, e ci sorprende sempre.







Federer, l'incarnazione del tennis, della sua nobiltà. Bello, armonico, elegante, tecnico. Professionista impeccabile. Uomo di successo. L'ambasciatore del tennis nel mondo. Il più vincente della storia. Nessuno è come lui. La luce e l'armonia. La virtù. L'artista geniale. L'icona. Diciassette titoli grande slam.

Nadal, la forza della fame. La passione del coraggio. L'aggressività della tigre. La fiamma negli occhi. L'uomo che cade e si rialza più forte. Corre e morde come nessuno. Centimetro dopo centimetro occupa tutto il campo, come farebbe un gladiatore. Non il dono dell'eleganza, ma la forza dei muscoli. Vincere o morire. L'ombra e l'istinto. Il sacrificio. L'uomo che regge la fatica del mondo. Quattordici titoli grande slam, meglio di lui soltanto Federer.

Federer contro Nadal, la battaglia infinita dentro ciascuno di noi. La mano destra contro la mano sinistra. Lo spirito contro il corpo. La luce contro la tenebra. L'apollineo contro il dionisiaco. Federer contro Nadal,  l'uomo che si guarda allo specchio e osserva tutto e il suo contrario. L'eterna ambivalenza. Il senso della scelta.

Chi avrà la meglio? Quale la vera natura dell'uomo? 




La risposta più saggia arriverà soltanto al match point di ogni singola esistenza.






NB: L'ora della poesia sostiene la bella iniziativa del premio letterario Europa in versi, che pubblica gli inediti di poesia e narrativa con una casa editrice italiana a diffusione nazionale e invita vincitori e finalisti ospitandoli a proprie spese a Como, dando loro la possibilità di essere protagonisti insieme a poeti, scrittori, intellettuali italiani e stranieri al Festival Internazionale di Poesia Europa in versi. Potranno infatti leggere alcune poesie o brani dei loro libri in un contesto di alto livello culturale.
Il premio è articolato in 7 sezioni:
 Poesia inedita
 Poesia edita
 Poesia in dialetto (edita o inedita)
 Poesia giovane (edita o inedita, riservata agli under 30)
 Narrativa inedita
 Narrativa edita
 Narrativa giovane (edita o inedita, riservata agli under 30)

Presidente di giuria Milo De Angelis.
Aperto a poeti e narratori italiani e stranieri
Termine del Premio 28 febbraio 2017

domenica 15 gennaio 2017

Terra degli uomini



Sette miliardi di persone, e un solo grande cuore. Palpita il cuore della terra, innervato dalle gioie, dalle paure e dalle emozioni di ogni singolo uomo.








Questa è la nostra terra, quel luogo...


"...dove ridono i salici 
dove piangono i comici 
e la forza si amplifica 
ed il sangue si mescola 
e l'amore è una trappola 
mica sempre però 
qualche volta ti libera 
e ti senti una favola 
e ti sembra che tutta la vita 
non è solamente retorica 
ma sostanza purissima 
che ti nutre le cellule 
e ti fa venir voglia di vivere... 
fino all'ultimo attimo..."



Ho tanta voglia di vivere e di amare. Di riempire i vuoti con le parole certo, ma anche con i sentimenti.


Rimango coi piedi ficcati per terra, ancorato alle mie certezze, che in fondo equivalgono alle mie debolezze... ma ho sempre la testa rivolta al cielo. In mano, una penna: solca il foglio come sempre, semina poesia.