mercoledì 31 luglio 2019

Il silenzo degli innocenti


Non vuole essere la celebrazione di un film. Riflettevo sul titolo, su come alcune volte gli innocenti siano persone costrette al silenzio. Persone che non hanno più il fiato di gridare. Vittime private della parola, esseri senzienti abbandonati al proprio dolore. Chiunque gridi a squarciagola raggiungerà prima o poi il limite che è iscritto nelle corde vocali, e cederà, si, cederà, come cede il pianto di un bambino all'indifferenza della madre. 


Chi ha sofferto troppo, chi ha subito tante delusioni, chi non ha raggiunto la gioia ma ha dovuto barcamenarsi tra le incombenze di una vita difficile, chi non ha  mai trovato una morale, chi non è riuscito a rifugiarsi nell'arte, chi non ha dato un significato trascendente alla propria vita, chi non ha trovato il senso della solidarietà e dell'aiuto come fuoco caldo di ristoro, chiunque abbia perso la religione come la fede nell'amore, chiunque sia rimasto per troppo tempo da solo con se stesso fino a sperimentare l'horror vacui, chiunque abbia guardato alle ombre per troppo tempo e sia rimasto ferito dalla luce, chiunque tutto questo, semplicemente, se ne sta in silenzio, non parla più. Guarda dritto davanti a sé, ma non vede nulla. Nessuna follia a colori squarcerà il velo della sua indifferenza. Nessun conforto gli porterà sollievo. 


Mi chiedo, il suo è un silenzio innocente?


Questa domanda mi desta da un lungo letargo. E' sopraggiunta quasi all'improvviso, ed è divenuta un post. 

Se l'uomo è artefice del proprio destino, allora anche l'innocente lo è. E se l'innocente può rimproverarsi delle colpe, allora quali sono le colpe dell'innocente? E' forse una colpa la fragilità dell'innocente? E' forse una colpa esser nato in una famiglia piuttosto che in un'altra? E' una colpa non aver ricevuto amore abbastanza da poterci credere ancora nell'amore? E' una colpa aver subito violenza? E' una colpa trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato? E' una colpa finire stritolati nell'abbraccio mortale di carnefici travestiti da angeli, vittime pure loro ma incapaci di accettare la propria condizione fino al punto di infliggerla ad altri? E' una colpa da ricercare, in fondo, la morte?


Le vittime innocenti sono agnellini in procinto di morire, quando non gridano più. Questo è un post inquietante, mi rendo conto,  ma talvolta la profondità ha un prezzo.


Di seguito uno spezzone tratto dal film "Il silenzio degli innocenti". Lo riporto per alleggerire la tensione che avverto nell'aria. :)