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domenica 12 giugno 2011

L'amore secondo Tagore - sesto momento

(...continua)



Vuoi mettere la tua ghirlanda di fiori freschi
intorno al mio collo, bella mia?
Sappi però che la ghirlanda che ho intrecciato
appartiene a molte, a quelle che si vedono
in visioni fugaci, o abitano in paesi inesplorati,
o vivono nei canti del poeta.

E’ troppo tardi per domandare il mio cuore
in cambio del tuo.
Una volta la mia vita era come un bocciolo,
tutto il suo profumo era raccolto nel suo calice.
Ora quel profumo è diffuso da ogni parte.
Chi conosce l’incantesimo per raccoglierlo
e chiuderlo di nuovo?
A molte ho donato il mio cuore, ormai non posso
donarlo a una soltanto

- da Il Giardiniere-



Non può più esserci Amore? E' davvero così? Ah uomo, come sei debole. Usi parole meravigliose per nascondere quell'unica debolezza !


(continua...)

L'amore secondo Tagore - quinto momento

(...continua)


Vaghe parole m’assillano,
ma lascerò il silenzio e la notte
esprimersi lentamente in musica.

Oggi la mia vita è come un eremo,
dove la primavera esita ad agitarsi
e a mormorare.

Non è l’ora per te, Amore mio,
di superare l’ostacolo della mia porta.
Alla sola paura di sentire il tintinnare
dei tuoi braccialetti,
si svegliano echi in giardino.

Le rose, per profumare, devono ancora
aver pazienza;
non dare alle corolle chiuse l’inquietudine
di aprirsi prima del tempo.


- da Petali sulle ceneri - 


Coraggiosa donna che lo avvicini, il suo amore non svanisce in fretta. 

Ancor prima che fosse giorno, per te fu subito sera...



(continua...)

L'amore secondo Tagore - quarto momento

(...continua)


Tu mi lasciasti, andando per la tua via.
pensai che t'avrei pianto e conservato
la tua solitaria immagine nel mio cuore,
scolpita in una canzone dorata.


Quanta sofferenza, quanta rabbia. Non può che subentrare l'orgoglio.


Ma, ahimè, il tempo fugge.
La gioventù passa presto, i giorni di primavera
trascorrono rapidi, i fragili fiori muoiono in un soffio,
e il saggio mi avverte che la vita non è
che una goccia di rugiada su una foglia di loto.
Dovrei trascurare tutto questo, ricordando
solo quella che m'ha abbandonato? 
sarebbe assurdo e inutile perchè il tempo fugge.



Diamine, certo che è assurdo! Anche l'amore lo è!


Venite, allora, mie notti piovose, con rapidi,
piccoli passi; sorridi mio autunno d'oro; vieni
spensierato aprile; datemi i vostri baci.
Tu vieni, e tu, e anche tu!
Amori miei, sapete che siamo mortali!
Non sarebbe follia spezzare il mio cuore
per una che mi tolse il suo? Il tempo fugge.

Esco solo per un attimo dai "momenti di Tagore" e della rappresentazione che fa dell'amore per celebrare i versi che ho appena riportato. Quando penso alla poesia, io penso alla potenza espressiva di questi versi. Penso al dolore, alla disperazione. Alla sopravvivenza. Penso alla grandezza indicibile dell'infinitamente piccolo animo umano. Piccolo solo se confrontato all'immensità del cielo.

E' dolce sedersi in un angolo e scrivere
in rima che tu sei il mio mondo.
E' eroico alimentare il proprio dolore
e rifiutare ogni conforto.
Ma un viso fresco mi guarda dal limitare della porta
e fissa i suoi occhi nei miei.
Asciugo le mie lacrime e cambio tono della mia canzone.
Perchè il tempo fugge." 



- da Il Giardiniere-


Come dire, la vita va avanti. Scrivo dire, non sentire.

(continua...)

L'amore secondo Tagore - terzo momento

(...continua)

Lontano da me
quest’amore illimitato!
E’ come il vino
che spumeggia
e che, rotta la giara,
subito è aceto.

Portami, invece, l’amore
fresco e pulito
come pioggia che disseta la terra arida
e i vasi di terra della casa riempie.

Dammi l’amore che arriva fino in fondo,
diffondendosi come linfa
misteriosa e invisibile,
nei rami dell’albero
della vita,
l’amore che fa crescere
fiori e frutti.

L’amore che tranquillizza
il cuore
in pace piena, regalami.


 - da L’offerta di frutta -


E' completamente andato. E' innamorato come sanno di esserlo solo gli innamorati. C'è tormento e sudore. C'è gelosia. C'è paura. La felicità è distante come un bacio.

Non si regge più. Primi presagi di sventura.  "Regge la giara? Può dissetarmi il vino? Ma io ho sete! Voglio l'acqua, oppure morirò!" 


Ma che dice? Sembra un folle! 


 Lei non l'ama. Povero... povero d'amore.



(continua...)


sabato 11 giugno 2011

L'amore secondo Tagore - secondo momento

(...continua)


Vieni nel mio giardino, amore.
Oltrepassa i fiori che s’offrono
splendidi al tuo sguardo,
per soffermarti all’improvvisa gioia
che illude e illumina
nell’incantevole tramonto.
Il dono dell’amore è pieno di pudore, non rivela mai il suo nome,
si nasconde tra le ombre,
diffondendo momenti di gioia
ovunque, perfino nella polvere.
Prendilo o sentine per sempre
la mancanza!
Il dono che può offrirsi è semplice
come un’esile corolla
o una luce dalla fiamma  tremante.

  - da Dono d’amore -


"Ma come Amore, non capisci ? Sono io. Sono quello che saremo insieme !" sembra dire il nostro uomo. Pensava fosse più semplice. Pensava di aver capito tutto. Il guaio è che adesso comincia a sentire. Sentire il contrasto della mancanza mista alla presenza...


(continua...)

L'amore secondo Tagore - primo momento

Sono rimasto a casa stasera. Può essere questa una buona notizia ? 

Non c'è niente di meglio, per sentirsi vivere, di una calda sera di estate. Fuori, in mezzo alla gente. Incrociare gli sguardi di una sconosciuta, sentirsi respirare dalla vita. Andare in giro e innamorarsi, anche per una notte soltanto, perché no? E' bellissimo. Fatelo, fatelo. Ve lo auguro con tutto il cuore di amare. L'amore bisogna metterlo in circolo. Dunque lavorate voi, così che possa goderne anch'io nei prossimi giorni. 

Dovrei essere morto dunque. Ma non lo sono. Né triste, né annoiato, scrivo. E mi piace pensare che, se non stasera, da domani possiate trascorrere qualche minuto in mia compagnia. 

La testa, più che il cuore, mi ha suggerito di scrivere d'amore. 

E tra la sera e la notte, in quel minuto di passaggio che nessuno ha mai vissuto, lascio che Rabindranath Tagore ci allieti della sua presenza.

7 post diversi. Il primo comincia così....


Per non farti conoscere troppo presto, tu giochi con me!
M’accechi con gli scoppi della tua risata,
per nascondere le tue lacrime.
Capisco, capisco la tua arte, non dici mai la parola
che vorresti pronunciare.

Per renderti più preziosa, mi eviti in mille modi.
Per paura che ti confonda con la folla, ti metti da parte.
Capisco, capisco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti percorrere.

Tu chiedi più di tutti gli altri, per questo stai in silenzio.
Con scherzosa indifferenza rifiuti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte,
non prendi mai ciò che vorresti accettare.


                                                                                    - da Il Giardiniere -



Sono commosso per cotanta baldanza. Chi non ama è sicuro di sé. Capisce tutto. Capisce meglio. 

(continua...)

martedì 7 giugno 2011

Al sacrificio di un pensatore

Mi spiace non poter scrivere di più. Il lavoro mi toglie tempo ed energie. In questo periodo poi esplode l'estate. E dalle mie parti, quando esplode l'estate, il vento caldo ti sbatte addosso, e gli umori scivolano giù per il corpo, trascinandosi dietro gli ultimi pensieri dell'inverno. Gli occhi si proteggono dal sole. La testa si fa leggera. Ti sembra di essere lì, proprio sul punto di impazzire. Ma poi per fortuna vedi il mare. E sei felice. Ti ricordi di essere libero di fronte a tanta immensità.

Poca ispirazione. Che volete, le muse frequentano gli uomini che vanno in giro, quelli presi dalle loro vite e dalle esperienze. Io invece non vado in giro. Sono sempre in movimento, per lavoro. Ma viaggio senza immaginazione. 

Fa caldo capite, sono troppo impegnato a sopravvivere. Bevo tanto, di tutto. Non ho tempo per scrivere. Non riesco nemmeno a leggere. Come se vivessi in un limbo. Come sempre, quando all'esterno la temperatura cambia, ho bisogno di tempo per regolare la temperatura interna. Se non c'è una temperatura ottimale ecco, io non scrivo.

Avrei in realtà qualche idea in testa. Poi però puntualmente sfugge, l'idea come il desiderio di tramutarla in qualcosa di condivisibile in un post.

Dunque oggi scrivo qualcosa che ha a che fare con la Chiesa, l'organizzazione che gestisce ancora un potere temporale. Non ci metto niente di mio. Queste poche righe mi sono state offerte in dono da un film che ho visto ieri sera.

A Roma c'è una piazza famosa. E in questa piazza c'è la statua di un personaggio famoso.



Chi è costui ? 

Questo personaggio è stato condannato al rogo per essere stato un anticipatore del pensiero moderno. Poveretto, forse non meritiamo sempre il suo sacrificio.

Era un filosofo. Non scriveva di poesia. Ma la vedeva in ogni cosa. Era tanto vicino alla verità, se veramente ne esiste  una che abbia pretesa di assoluto.




Di fronte al tribunale della santa inquisizione (scrivo tutto minuscolo perché davvero, davvero non merita il mio rispetto) che lo condannava, pare che pronunciò la seguente frase:


Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla


Il tempo gli ha dato ragione. Era davvero un mago. Aveva una magia interna.

Quando passate da Campo dei Fiori, ricordatevi di Giordano Bruno. E lì che è stato messo al rogo. Non ce l'aveva con la religione o con Dio. Era un uomo, ed è strato bruciato vivo perché pensava quando non era lecito farlo. 

Ecco qual era la sua magia.