Perchè creare un blog sulla poesia? Nessuno la legge. Mi sono detto. Poi mi sono accorto che più lo masticavo questo pensiero, e più lo digerivo. E, adesso che l'ho eliminato, mi sento finalmente pronto. Per una risposta. Scrivere di poesia è riconoscere il mondo sommerso che dà linfa all'altro mondo, quello che abitiamo. Questo blog vuole dare spazio alle parole. A quelle che diffondono e attraversano lo spazio come note. A quelle ancora nascoste.
Tra la cenere e la terra.
Un padre incita la figlia a danzare, "balla", le dice, "balla!". E lei, come trascinata da un impulso più forte, come un richiamo della terra, ma che dico io, di più, del cosmo, come dovesse qualcosa alle forze nascoste della fisica, come dovesse piegare i nervi, allungare i muscoli alla ricerca del più profondo suo mondo interiore, che è quello dell'universo, coi suoi misteri, le sue musiche, il suo silenzio, come dovesse qualcosa all'umanità intera, come se il suo corpo non fosse suo, ma nostro, sì, come se tutti quanti noi ci muovessimo a seguire il moto perpetuo del cuore, noi con le nostre emozioni, lei con la sua danza, ebbene, questa figlia legata al padre da un profondo sentimento d'amore, come se l'amore autorizzasse a essere se stessi, già, se stessi, questa figlia balla, e cambia i sensi, la percezione, il tempo con lo spazio. Distorce perfino i periodi, le virgole, i punti. Supera abbondantemente la mia capacità di espressione. E vola via, tra i miei ricordi più intimi.
Colui che danza cammina sull'acqua, e dentro una fiamma
Proietto in avanti il mio amore, perché tu lo possa sentire. E non ci sarebbe gioia più grande che averti fra le braccia, ma per poi lasciarti andare. Musiche e parole solo per te, un pugno di monete da stringere forte. Se il tuo destino incrocerà il mio, non chiuderemo tutte le porte.
[...] Lo sai che l'onestà
non è un concetto vecchio
non vergognarti mai
quando ti guardi nello specchio
non invocare aiuto nelle notte di tempesta
e non ti sottomettere tieni alta la testa [...]
[...] Ama la tua terra
non la tradire
non badare alle offese
lasciali dire
ricorda che l'umiltà
apre tutte le porte
e che la conoscenza
ti renderà più forte [...]
Queste e forse altre parole ti direi, figlia mia, se fiorissi tu domani dal seme del nostro amore.
Il mio pensiero va a quelli che rimangono, a quelli che non si preoccupano di divenire, a quelli che, molto più semplicemente, sono...
(dal web)
Nella vostra umanità, il pianto muto della terra
La gioia indefinibile del silenzio
Il senso di un sorriso che non fa rumore
Nel vostro sguardo, svelato, tutti i segreti del mare
"Ora, nel buio, e senza luci in vista e senza chiarori, e soltanto col vento e la spinta regolare della vela, gli parve di essere già morto, forse. Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiuderle per risuscitare il dolore della vita"
Tempo fa ho provato a impartire lezioni d'amore, qui, su questo blog. Mi piaceva lasciare che i lettori scovassero all'interno dei post quei messaggi, quei corsivi che per me rappresentavano l'essenza di un discorso compiuto sull'amore, un discorso che in fondo non facevo che ripetere a me stesso. Poi il senso di quel progetto si è modificato, quasi naturalmente. Come capita al giorno di lasciare il posto alla notte, è cambiato quando ho provato a "fare" l'amore, ad applicare tutta la mia capacità di amare. A sostituire le parole coi sentimenti.
E' stato uno sforzo immane. Fare a meno dell'amore, e amare comunque. Poi amare con la carne, e non riuscire a cambiare. Poi cambiare, e imparare ad amare me stesso, innanzitutto. Senza la carne, e attraverso la carne. E andare avanti, sempre. Posso dire di esserci riuscito, ma anche dire di aver sofferto, logicamente e senza logica. Perché l'amore è una ferita.
Sbagliavo a impartire lezioni d'amore, e sbaglio ancora adesso, per un motivo fondamentale. Non gli uomini, ma le donne, soltanto le donne possono parlare d'amore. Soltanto loro hanno il potere di scompaginare l'ordine del mondo. Le donne con la loro follia, e la capacità, che è donna, di sentire di più, di sentire meglio. Qualcuno dice che la donna costruisce la sua identità nella relazione. L'uomo non ne sarebbe capace, perché subordinerebbe la relazione all'identità. E' vero. Per me che ho sempre pensato che amare fosse pensare con il cuore dell'altro, scoprire nella vita di saperlo leggere questo motto, ma di non saperlo attuare, è stato drammatico. L'uomo scopre l'amore soltanto attraversola donna. Per questo una donna può fare impazzire un uomo, quando decide di negargli il suo cuore, quando il suo amore si spinge talmente lontano dai suoi occhi da dargli la sensazione di non vedere più. L'uomo cieco grida per farsi sentire, e talvolta il suo grido può diventare un canto.
Ma può succedere anche il contrario. Guarda bene l'anima di una donna, e poi tira fuori dal suo corpo tutto ciò che tiene nascosto, perfino a se stessa. Poi mostraglielo e vattene. Ebbene, ti amerà tantissimo. Subito dopo però ti odierà, e lo farà per tutta la vita. Lo sai perché? Perché l'avrai violentata. La follia di una donna, la sua fragilità, l'eros che investe ogni sua azione, non vogliono essere "spiegati". Soltanto accolti, e contenuti. Sempre rispettati.
A volte basterebbe chiedere scusa col cuore per stare bene. Uomini e donne, indifferentemente, per non amare soltanto di un amore lontano...
L'amore non è forse in quella follia che ci appartiene e che fuggiamo?
Mi rendo conto che la filosofia toglie sempre qualcosa all'amore. Le parole della filosofia imbavagliano l'amore, lo rendono muto, giacché il senso profondo dell'amore è sempre e comunque l'espressione dell'amore.
Però io ci trovo tanta poesia in questa filosofia che si interroga, e che ascolta le parole dell'amore a bocca aperta. Come farebbe un ragazzino innamorato, quando ascolta le parole della sua amata, o forse, più profondamente, i misteri del suo cuore.
Diotima: ...Amore è scarno, aspro, scalzo, Amore non ha casa alcuna, dorme per terra, davanti alle porte, al bordo delle strade, ma, dato che Ingegno è padre di Amore, è anche pieno di coraggio, sempre all'erta, ed è un meraviglioso cacciatore, e c'è di più, è sempre bramoso di pensieri, amore è sempre filosofo...
Socrate: Ma dimmi Diotima, perché dici che l'amore è filosofo?
Diotima: Perché la saggezza è la cosa più grande e più bella, e l'amore non può per sua natura amare altro che il bello...
Amore, bellezza, giustizia, filosofia, poesia. Ci sono tanti pezzetti di verità nel dialogo tra Diotima e Socrate che possiamo ritrovare nel Simposio di Platone. Non riporterò qui ogni singola parola.
Ma in ogni singola parola di questo dialogo, ognuno di noi può trovarci la poesia che cerca.
Credo di aver visto questo video cento volte. Ma ogni volta, è come se fosse la prima.
Quasimodo, Frollo e Febo. Ciascuno ama Esmeralda come sa. Come può. Quasimodo la ama perché sa che non l'avrà mai. La ama perché è brutto, e la bellezza è un dono che a lui non è dato di ricevere. Si strugge. Ama silenziosamente, e intensamente. Ma c'è molta rabbia nel suo amore. Se non ce l'ha lui, nessuno deve averla la bellezza.
C'è qualcuno che le scaglierà la prima pietra
Sia cancellato dalla faccia della terra
Frollo è il personaggio più tragico. Lui ha votato la vita a Dio. Scopre che c'è una bellezza che lo rende umano. Vuole averla. Ma non può averla. E' disposto perfino a diventare un criminale, ma non serve. La bellezza non si lascia catturare dall'arroganza, e nemmeno dal potere.
E' il demonio che si è incarnato in lei
Per strapparmi gli occhi via da Dio, lei
Che ha messo la passione e il desiderio in me
La carne sa che paradiso è lei
C'è in me il dolore di un amore che fa male
E non m'importa se divento un criminale
Febo è bello. Quella bellezza è per lui. Lui che sta per sposare Fiordaliso, non può fare a meno di spingere gli occhi fino al corpo di Esmeralda.
Amore, adesso non
vietarmi di tradire Di fare
il passo a pochi passi dall'altare Chi È l'uomo
vivo che potrebbe rinunciare Sotto il
castigo, poi, di tramutarsi in sale? O
Fiordaliso, vedi, non c'è fede in me Vedrò sul
corpo di Esmeralda se ce n'è
Ciascuno la ama a modo suo. Tutti e tre, con desiderio. Si, con desiderio. Tutti e tre, con desiderio.
Non c'è uomo che non venga stregato
dalla bellezza di una donna...
Adesso io non lo so se la bellezza sia del paradiso o degli inferi. So che la bellezza può passare attraverso le note di una canzone, i movimenti di una danza, il corpo meraviglioso di una donna. Ma so anche bene che non può essere trascritta, nemmeno utilizzando le parole dell'amore.
La bellezza è un ideale,
sfugge ogni volta
che cerchiamo di acchiapparla
Esmeralda incarna la bellezza. Lei non può amare ed essere amata. Lei non è di nessuno. Per questo la bellezza è sempre triste... Può Esmeralda, ciò che essa incarna, salvare la vita di un uomo? Può la bellezza salvare il mondo? Victor Hugo si è certamente posto questa domanda, ma non ha creduto abbastanza nella risposta. Se avete un po' di tempo, circa un'ora, vi consiglio di ascoltare le parole di Marco Guzzi. Sono parole che sgorgano dalla fonte pura della verità, attraverso le quali rispondo a una cara amica che me lo ha presentato, un'amica che forse per paura non ha voluto confondermi con la realtà, ma che a suo modo è riuscita a essere "relazionale", quando mi ha chiesto e ha chiesto a tutti voi quale sia il compito dei poeti oggi. Per questa domanda, le sono umanamente grato.
Chi cerca la libertà oggi? Chi si cerca nella libertà? Cosa si cerca nella libertà? Vasco non lo sa, e, voglio dire, non è che si abbiano molte risposte sensate da dare in questi casi. Quindi non posso avercela con lui. Quantomeno, a forza di cercare, lui ha scoperto che in fondo un senso questa vita non ce l'ha.
Finché eravamo giovani
era tutta un'altra cosa
Chissà perché? Chissà perché!
Forse eravamo "stupidi"
però adesso siamo "cosa"...
che cosa, che?
Finché eravamo giovani dunque. Finché eravamo giovani, eravamo liberi. Come suona bene! Liberi. Dici che è così? Giovani e liberi? Poi si cresce e la libertà perde di senso, cioè si perde e basta?
Ma come è brutta questa vita, una vita in cui si combatte per la libertà soltanto da giovani, mentre da grandi ci si accontenta di un senso, che poi si scopre essere un "non senso".
Oggi mi metto in tasca queste note assieme alle parole, e continuo a camminare. Guardo il cielo, quel cielo che appena ieri mi sembrava immenso, oggi mi sembra carta colorata messa lassù da qualcuno per rendere più accogliente questo mondo. Non c'è la libertà lassù. Non c'è qui.
E allora cos'è? Cos'è la libertà? Una rincorsa perenne? Un salto verso l'alto? Un tentativo di aggrapparsi a questa vita perché non perda di senso?
Il mio parlare è oscuro perfino a me stesso, e c'è poca poesia nelle mie parole, o almeno così penso, mentre cammino e non sono ancora arrivato a casa mia, e non ho ancora cominciato a scrivere.
Poi finalmente mi metto qui, comodo. E scrivere mi riesce facile. Sono dentro al mio blog, e mi accorgo che sebbene la vita un senso non ce l'abbia, questo post un senso ce l'ha, eccome. Mi spiego meglio, quando mi metto a scrivere, succede che la mia vita acquisti di senso. Si, è proprio questo che avviene. E mi rendo conto che non sono poi così diverso dalle mie parole.
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Da giovani ci sentiamo liberi perché viviamo con l'illusione di poter fare a meno di tutto, e, in questo senso, è piuttosto naturale andare alla ricerca di una libertà fatta di respiro e autosufficienza. Ma è da grandi che ci sentiamo veramente liberi, ed è per questo che da grandi il concetto di libertà perde di senso. Più cresciamo, più ci rendiamo conto che la libertà non somiglia alla solitudine di un gabbiano che vola, bensì alla possibilità di sentirsi stormo.
La libertà non è una fuga dal mondo, la libertà è presenza. La libertà è un legame. La libertà, è la libertà di amare. Di accettare una comunione che avviene prima dentro di noi, e soltanto dopo in Chiesa o tra le solide mura di un Municipio.
E se non lo troviamo oggi questo senso, non dobbiamo disperare. Domani arriverà. Arriverà lo stesso.
Ps: raccolgo alcune interessanti segnalazioni.
Federica Dardi - comunicazione degli ebook di Feltrinelli Editore - Zoom poesia, mi ha inviato copia gratuita
di due ebook.
• "Il durante eterno delle cose" di Davide Sapienza http://bit.ly/il-durante-eterno
• "Nient’altro che parole" di Annalisa Teodorani http://bit.ly/nientaltro
Sia le parole di Davide Sapienza che i versi in dialetto di Annalisa Teodorani meritano la nostra attenzione. Questo blog sostiene le buone iniziative editoriali, e allora spero che questa segnalazione vi sia gradita.
Roberto Chiodo ci segnala la pubblicazione del bando della diciassettesima edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”.
Può essere scaricato dal blog https://concorsoguidogozzano.files.wordpress.com/2016/03/bando-concorso-guido-gozzano-2016.pdf . Le adesioni dovranno pervenire entro il 07/07/2016.
Federica Pannocchia, presidente dell’Associazione di volontariato "Un ponte per Anne Frank" con sede a Rosignano Solvay, Livorno, ci segnala la lodevole iniziativa “Buon compleanno Anne! " che incoraggia a partecipare artisti, con poesie, disegni,canzoni, musica, fotografie, scritti… per non dimenticare. Sotto, i riferimenti:
www.unponteperannefrank.org
unponteperannefrank@yahoo.it
http://www.facebook.com/unponteperannefrank
Denise Peduzzi ci segnala il Premio Letterario Nazionale Antonio Fogazzaro. Il Bando si può scaricare dai siti: www.associazioneversante.it