Ho perso le poesie. Ce le avevo in tasca e adesso non ci sono più. Sul tavolo tutto ciò che ho, qualche moneta, un accendino, le chiavi della macchina. Ma quei fogli ripiegati, quei fogli ripiegati semplicemente non ci sono più.
Le ho perse le poesie, per strada.
Le ho perse le poesie, sotto i raggi del fuoco di Spagna, e la notte pure, la notte senza stelle cadenti, sulla spiaggia, con le mani avvolte sul telo e sulla pelle.
Disperato le ho perse le poesie, sul volto di Kristina, per le labbra rosa di Rachel.
Le ho perse le poesie, e significavano tutto. Le ho sognate di notte, e per un attimo le ho ritrovate tra le braccia, nelle perle, al ritmo delle danze di Pilar.
Cosa ho perso con loro io non so dire.
Ma in questa stanza, adesso, se mi guardo intorno, tra gli oggetti, le valigie disfatte e le foto, gli odori che impregnano i vestiti. Nelle orecchie ancora la musica dei mie viaggi, ho ritrovato, senza nemmeno aver cercato, potete credermi, la realtà.
E se i vostri occhi che leggono di poesie perdute, se i vostri occhi che adesso sono stati i miei sono occhi grigi, allora uscite via di qui, di corsa, e affrettatevi a vivere. La vita vera è a colori.
Mettiamo su un po' di musica piena di parole. Che sia per voi una buona notte questa, senza più incubi né preghiere.
.jpg)
