giovedì 28 febbraio 2013

Di angosce, felicità e altre pene



Appena ieri mi sono chiesto cosa fosse questa vita, se una tortura o un brutto scherzo. Pronta a colpirti di tensioni come dardi, quando  si conficcano prima nel braccio destro, poi nella gamba sinistra, quindi accasciato si, quasi spento, le ginocchia piegate sul pavimento, ti trafiggono il cervello, poi il petto, la pancia, e tutto il resto, al punto che una sagoma sparisce infilzata dalle mille frecce del destino.


Poi ti svegli stamane, e rivedi allo specchio quella sagoma in tutto il suo splendore. Vedi gli occhi, i muscoli, il naso, tutto, tutto quanto è ancora lì. Vivi e respiri, come ogni giorno. Capisci che ieri, solo ieri è stato l'incubo.


Una bambina alta forse un metro e quaranta, forse un po' meno. Ha una sindrome genetica. Non si esprime a parole, ma a gesti. Quando la vedo allo studio sembra una bambina. Ha ventiquattro anni. Non parla, si esprime a gesti, non sta seduta, si alza. Viene dall'altra parte della scrivania, mi dà la mano, è incuriosita dal mio orologio. Mi guarda e sorride, fa quel gesto che vuol dire giocare. La madre ci guarda. Sorride anche lei. Sembriamo due bambini. Sorrido. Sorrido. Poi rientro nel mio ruolo ed esco da me stesso.


Non finirò mai di ringraziarla. Non sono mai stato forte come adesso. 


Oggi in un blog ho letto...


Chi conosce
il dolore del bocciolo
quando si apre?

-Abbas Kiarostami-









Ho assaporato la felicità che attraversa la sofferenza. 


La vita. La vita amici miei. La vita  è bellezza tutta quanta...









Ps: questo blog festeggia i due anni di vita. E' ancora un bambino...

7 commenti:

  1. Sono pienamente d'accordo con te.Nessuno sa il dolore del seme quando si apre perché il fiore nasca, così come a volte mi sono chiesta quale sarà il peso di una foglia quando la porta il vento.
    E mi hai ricordato tanti anni fa, quando studiavo musicoterapia, quando ho incontrato persone per me bellissime, anche se di una bellezza diversa da quella che dicono sia quella "giusta".
    Mi hai fatto venir voglia di ritirar fuori i miei appunti, quelli del corso e quelli del tirocinio, i protocolli di seduta...La vita è bellezza. Tutta.
    Grazie.

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    1. Grazie per la tua condivisione...è bello mettere in circolo emozioni positive, direi anzi che è vitale...

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  2. ...incomincio con una frase detta stradetta..:
    mai si finisce d'imparare...

    ..per quanto riguarda la felicità....per assaporarla appieno...molte volte bisogna assaporare anche il "dolore".

    ...un caro saluto Vania:)

    ....sei stato fortunato "a scorgere"...quella bambina.

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  3. Bellezza e sofferenza saranno sempre compagne indivisibili, se non fosse così la commozione non esisterebbe. E provare emozioni ci fa sentire vivi.

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    1. L'importante è rimanere vitali, nel dolore come nella gioia...

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