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lunedì 31 dicembre 2018

Cari amici vi scrivo


Viviamo nella vita reale, si sa. Però viviamo anche in questo grande mondo virtuale che sappiamo essere divenuta l'esistenza. Così, volendo tracciare un bilancio di questo 2018, ho scelto, come punto di osservazione, la vita degli altri. Ho dedicato alcune ore del mio riposo a curiosare nelle bacheche di Facebook, nei profili Instagram, e negli account Twitter dei miei amici, e mi sono accorto che di cose importanti, quest'anno, ne sono capitate. 

C'è chi ha deciso di cambiare lavoro, città, vita, e chi ha deciso di impiegare un poco meglio il proprio tempo. C'è chi ha viaggiato un sacco e ha imparato, e chi si è detto comunque contento di essere tornato. C'è chi ha cominciato a studiare seriamente, per dare consistenza alla propria persona, e chi ha deciso di lavorare sodo, per dare consistenza al proprio conto in banca. C'è chi ha scoperto di avere un talento, e chi invece ha capito di non essere tagliato per questo o per quello, ma ciononostante, è rimasto in piedi. C'è chi ha goduto dell'arte e del sesso, quasi allo stesso modo, fugacemente, e chi ha deciso di fare di ogni selfie un vanto, perché ne aveva bisogno capite?, e per questo non merita di essere condannato, ma incoraggiato con un like pieno di affetto. C'è chi ha combattuto battaglie di civiltà, chi ha gridato al mondo che siamo tutti uomini e tutti uguali, chi si è dispiaciuto, indignato, incazzato per questa umanità insensibile che si benda gli occhi per celare alla vista, la propria, il dolore degli altri. E c'è chi ha pianto, non importa se lacrime di gioia o di disperazione, ma ha pianto, si è abbandonato all'emozione e si è riscoperto fragile, proprio per questo, forse, incredibilmente forte. C'è chi ha avuto la gioia di diventare papà, mamme che hanno scoperto abilità che non credevano di possedere, zii e zie, cugine e nipoti, amici che hanno gioito con loro, per questa magnifica esperienza che è, la genitorialita'. C'è chi ha messo il proprio cuore nelle mani di un altro, perché ha scoperto che l'amore è prima di tutto donarsi e oggi è più che mai orgoglioso di averlo fatto. E poi c'è chi invece questo cuore l'ha perso, ma é rimasto comunque grato di aver amato, ché si sa, è meglio amare e soffrire che non aver amato affatto. C'è chi ha subito una perdita, chi è uscito con le ossa rotte da una sfida, chi ha smarrito la speranza, e c'è chi invece ha vinto e ha avuto pure la forza di trascinare questo vecchio mondo con energia, impegno e costanza. C'è chi ha creduto nella poesia, chi ha tradotto questa convinzione in versi, e c'è chi si è adoperato per lasciare al silenzio le emozioni migliori. Infine, c'è chi ha detto che in questi giorni siamo tutti più buoni. Ecco, io a questi non credo, perché se c'è una cosa che ho capito leggendo tra le righe delle vostre emozioni, è che indipendentemente dai pregi e dai difetti che abbiamo, tutti quanti ogni giorno combattiamo per ciò che riteniamo sia il bene. Sapete cosa penso? Tutti quanti siamo sempre buoni. Si, insomma, mi pare che stiamo facendo del nostro meglio. Se dobbiamo augurarci qualcosa, allora auguriamoci, senza paura di mostrarci ipocriti, di continuare così. Sarà la nostra coscienza a renderci felici, o quantomeno a suggerirci quali accorgimenti adottare per essere migliori. 

Cari amici vi scrivo: non abbiate paura di vivere. Questo vi auguro con tutto il cuore per il prossimo anno. Stanotte brinderemo insieme col pensiero. Auguri!





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