lunedì 8 ottobre 2012

Non voglio che ti allontani



Sarebbe facile, troppo facile dedicare queste quattro righe a una persona sola. E non è questo che voglio.

Forse chi le ha scritte aveva il diritto di farlo. Non io, e nemmeno noi che leggiamo. 


Mi capita, quando leggo una poesia, di non distinguermi dalle parole che leggo. Succede quando sono nello stato d'animo giusto, quando mi raccolgo così dentro di me che più non mi riconosco nelle cose di ogni giorno. Non so se riesco a esprimere bene questa cosa. Succede quando divento essenza dell'essere, del mio essere, ed è lì che il miracolo si compie. Divengo ciò che leggo, il poeta delle mie stesse parole. La magia sta nel fatto che sono le parole degli altri. Ma anche gli altri, nello sforzo che hanno fatto di essere l'essenza del loro essere, si sono dissolti nelle parole. Liquefatti nell'inchiostro. Così non divengono di nessuno. E vivono al di fuori della propria storia. Io vivo e respiro allo stesso modo, e condivido con gli altri le mie stesse palpitazioni, le loro, le palpitazioni di chi ha scritte queste righe.


Sarebbe facile, troppo facile dedicare queste quattro righe a una persona sola. E non è questo che voglio.



Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.



-Pedro Salinas- da "La voce a te dovuta"







Ma com'è che mi sembra di averlo appena fatto?


Lascio a Vinicio l'onere di chiudere a chiave le emozioni, di custodirle in qualche modo ...













10 commenti:

  1. Dieci anni fa non sapevo nemmeno dell'esistenza di Salinas.
    Conobbi una persona che mi fece dono di questo libro, La voce a te dovuta.
    Non me lo diede, me lo fece avere. In un modo che potrebbe essere il soggetto perfetto di un romanzo.
    Poi successero tante cose, ed ora questa persona è uscita dalla mia vita. Resta il libro.
    Lo apro spesso. Lo annuso, persino.
    Ne parlo, ne ho scritto.
    Dici: "Divengo ciò che leggo, il poeta delle mie stesse parole". Quando leggo i versi di questo libro io sono ancora accanto a quella persona che me li ha donati, e ne sento il profumo. Per un istante il tempo non è mai trascorso.
    E non importa se chiuderò la pagina piangendo; quelle parole racchiudono un pezzo della mia esistenza. Il poeta traghetta la mia anima con le sue parole, inconsapevolmente. Perché la poesia deve essere inconsapevole. Altrimenti dovrebbe ritenersi responsabile di ogni emozione che accompagna.
    Per cui forse non potrò mai leggere Salinas come qualunque altro essere umano, e qualunque altro essere umano può dire legittimamente la stessa identica cosa.
    La poesia è questo: un fatto privato.
    In fondo non se ne può davvero parlare

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    1. La poesia somiglia molto alla vita in questo senso. In fondo non se ne può davvero parlare. Grazie per la condivisione di un pezzetto di intimità. Per me, che tento di proteggere la mia vita con la rappresentazione -sempre vicina alla realtà, ma diversa, quanto diversa non si sa, e non per farne mistero, ma perché proprio non so. Io, continuamente alla ricerca-, è un atto di coraggio.

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  2. capita spesso anche a me... chiudermi dentro me e vivere parole non mie, sentire sulla pelle e nel cuore come colpiscono l'anima... è qui che diventano parole e idee e colori e immagini, riflessi di una me che vive nei suoi riflessi...


    "La grande prova, lontano,
    che è esistita, che esiste,
    che mi ha amato, sì,
    che la sto amando ancora"

    oggi, proprio oggi mi son sentita dire queste parole... e oggi ho cercato di non farle diventare solo un ricordo...

    "non voglio che ti allontani" è tutto qui il senso...
    non possiamo permetterlo...

    se ti sembra di aver appena dedicato queste parole ad una sola persona... allora non permetterlo neanche tu...



    sorridi...

    ah! e poi vedi? lo dice anche Vinicio!

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    1. Eh dici bene tu. Dice bene Vinicio. Tante le verità che proponiamo. Insieme, ma solo se ci sforziamo di considerarle insieme, come pezzi di un puzzle, costituiscono la realtà. E l'ultimo uomo di questa terrà sarà l'ultimo tassello. Allora forse non ci è dato di conoscere una realtà che vada bene per tutti. Ma solo la nostra. Dobbiamo accontentarci di essere quell'unico tassello?

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  3. http://m.youtube.com/watch?v=7JHTVTW8hFQ

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    1. Chi, al di fuori di te, tu piena di vita come non mai, chi al di fuori di te, in questo momento, avrebbe potuto farmi dono più gradito? Partorirò anch'io la felicità! Ne sono certo, non preoccuparti per me... ;)

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  4. poesia che conosco e adoro...
    mi hai emozionato quando descrivi il tuo stato d'essere mentre leggi una poesia...bellissimo...

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    1. Non ero il mio stato d'essere, era del tuo che stavi leggendo. E se le parole che uso finiscono di essere mie, be', sai che ti dico, forse continuerò a scrivere ancora.

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  5. Salinas... Credevo facesse parte di un mio passato dimenticato, di una fetta di vita di quelle che sai già che non possono tornare perchè gli scambi dei binari sono stati tanti, troppi, e ricrearli tutti uguali sarebbe impossibile anche per il Mago delle Coincidenze. E invece eccolo qui, mischiato con te, le sue parole fuse nelle tue!
    Ho approfittato della luce del ricordo, e sono andata a cercarlo per farne dono ad una persona che, nella mia nuovissima vita, è diventata cardine. So che ha gradito, e rimane un po' di te in questa muta condivisione.
    Grazie!

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    1. E' bello tutto questo. Le vite si contagiano, si influenzano. E' così che l'amore si mette in circolo. E' così che la razza umana sopravvive. Ancora una volta, l'importanza della condivisione...

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