Giovedì scorso Palermo è scesa in piazza, e ha mostrato tutta la sua indignazione per il genocidio che si sta consumando a Gaza. Eravamo in tanti a fare rumore, e per quanto a volte sia frustrante gridare ai piani alti quando lì, nelle stanze delle decisioni, troppa gente se ne sta con le mani a tapparsi le orecchie, l'urlo di indignazione, sofferenza, rabbia e dolore questa volta è arrivato fino al cielo, ne sono certo. Che la missione in mare sia sostenuta dai governi, e che cibo, calore e umanità arrivino alle persone che soffrono. Questo deve essere il nostro augurio. #restiamoumani
Perchè creare un blog sulla poesia? Nessuno la legge. Mi sono detto. Poi mi sono accorto che più lo masticavo questo pensiero, e più lo digerivo. E, adesso che l'ho eliminato, mi sento finalmente pronto. Per una risposta. Scrivere di poesia è riconoscere il mondo sommerso che dà linfa all'altro mondo, quello che abitiamo. Questo blog vuole dare spazio alle parole. A quelle che diffondono e attraversano lo spazio come note. A quelle ancora nascoste. Tra la cenere e la terra.
Cerca nel blog
sabato 6 settembre 2025
domenica 17 agosto 2025
Riposa in pace
Eri un ponte di collegamento, tra ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. Quando la società è cambiata, non c'è stato più posto per te. In televisione. Perché in quel posto nascosto, tra la mente e il cuore, dentro di noi, non sei mai scomparso. E lì continuerai a vivere, per sempre.
Riposa in pace, Pippo Nazionale.
lunedì 2 giugno 2025
Cosa può esserci di poetico in un piccolo fiore?
C'è un piccolo fiore davanti a me. È comparso da poco, sebbene non possa dire di averlo visto ergersi, quando con la testa ha spinto la terra verso l'alto, alla ricerca della luce.
Come quando prima di nascere sentiamo bene che stiamo per uscire dal buio, e allora, alla fine del canale, vediamo per la prima volta il mondo luminoso, e dobbiamo adattare gli occhi a quel cambiamento, così il piccolo fiore prova oggi ad adattarsi alla vita.
È fragile, e non può avere la certezza di crescere bene. Il se e il come crescerà dipendono da una serie di fattori. Il cielo sarà clemente con lui? Gli manderà acqua a sufficienza? Un gigante con le sembianze d'uomo riuscirà a evitarlo al suo passaggio, o sadicamente lo schiaccerà per sentirsi padrone almeno per un giorno della sua vita, come un Dio vendicativo che non usi pietà per le sue vittime, e opti per la morte piuttosto che per il perdono?
Diventare grandi è così dura, amico mio, che non so davvero cosa augurarti. Vuoi crescere? Che stupido che sono a porti questa domanda! Hai ancora tutti i tuoi petali con te, e come chi detiene il potere della giovinezza, che è fatta di incoscienza, non puoi pensare ad altro che a vivere, in questo momento.
Se mi chiedeste cosa ci vedo di poetico in questo piccolo fiore, direi questo: un fiore che nasce, non può sapere nulla della morte. Questa inconsapevolezza durerà poco, però. Presto anche lui si renderà conto che la crescita è inevitabile e che è legata alla perdita. Che un petalo non rimane attaccato per sempre. Che un insetto divorerà la sua vitalità. Che per amore o diletto, qualcuno lo sradicherà dalla sua terra, facendogli perdere la sua ragione d'essere.
Ma il piccolo fiore non sa nulla di tutto questo. Ed è così bello che mi commuove. Questa commozione, sa di spiritualità... Oh, mio Dio! Dunque, esisti? Se esisti, lascia che questo fiore cresca e muoia solo dopo aver vissuto. Non lasciarlo incompiuto. Che una vita che non si compie, è una vita sprecata.
Ma poi, è per davvero così?
In fondo questo piccolo fiore ha già assolto al compito per cui è stato creato. Rendersi visibile. Donare colore al mondo. Generare pace. Favorire contemplazione. Ammorbidire l'animo. Ingentilire i pensieri. Cos'altro posso ancora augurargli, se non di sopravvivere a queste parole, e di rimanere sé stesso fino in fondo?
Grazie piccolo fiore, sono felice di aver fatto la tua conoscenza. Ti lascio adesso, perché c'è un insetto che ha preso a ronzare intorno a te. Il primo insetto, come il primo amore, non si scorda mai, e voglio rispettare la nascita del primo sentimento. L'unico per cui valga la pena vivere.
martedì 24 dicembre 2024
La vigilia dei computer
"Cari amici,
in questa vigilia di Natale desidero fermarmi un momento per rivolgermi a tutti voi. È il tempo delle luci che riscaldano l’inverno, dei pensieri che si fanno più profondi e dei cuori che si aprono alla gratitudine.
Che possiate trascorrere questa serata circondati dall’affetto delle persone care, con la gioia di un sorriso sincero e la speranza di nuovi inizi.
Grazie per i momenti condivisi, per le risate, le riflessioni e il sostegno reciproco, anche se solo attraverso uno schermo. Vi auguro un Natale che sappia toccarvi l’anima, nel modo più autentico e speciale.
Buona Vigilia a tutti voi, con affetto!"
By Chat GPT
PS: che almeno per oggi, pur con tutte le sue imperfezioni, l'intelligenza emotiva possa sostituirsi a quella artificiale... Buon Natale ❤️
sabato 20 aprile 2024
La primavera è una questione d'anima
Si schiudono i fiori e i pulcini escono fuori dal guscio. Un neonato si ritrova all'improvviso in un mondo nuovo. Piange, ma in realtà quel pianto è un grido di liberazione. In quel pianto, in quella liberazione, c'è la libertà. Un giorno potrà avvertirla nel profondo del suo animo, un giorno, ogni giorno, la libertà della primavera.
L'inverno con le sue prigioni viene illuminato da un sole che non brucia ancora ma illumina, vivifica, e nell'aria volteggiano odori che il corpo aveva già dimenticato. L'autunno, con il sapore della pioggia in bocca e il colore rosso delle foglie cadute a dipingere gli occhi, ci aveva reso ciechi. Ma l'inverno silenzioso, freddo e inesorabile, vasca d'acqua gelida dei bagni vecchi di Bormio, ci ha rinfrancati. E adesso siamo finalmente pronti per rinascere.
Il giallo dei raggi, il verde dell'erba, l'azzurro limpido negli occhi di mia nipote. Sono questi i colori che celebrano la vita che si ricorda di esistere, di svecchiare, di riproporre versi nuovi. Ogni giorno è una poesia che siamo chiamati a recitare ad alta voce.
Respira aria fresca di sole
Una mela dall’albero stacca
Morde il succo, succhia
Sporca
Dalle mani alle braccia
Più giù
Fino al cuore
È dolce
Bisognerebbe vivere altri cent’anni
Per rivederla così
Bella
Primavera, di Piercalogero Filì
Mi piace pensarla così la primavera, come una donna che assapora un frutto che rilascia il succo e non finiresti mai di guardare, tanto è bella, sapiente e viva.
Non può esserci peccato nell'atto di gustare il frutto dell'albero della vita, questo perfino Dio dovrebbe saperlo. Ma adesso basta, abbandoniamoci alle note. Con un filo d'erba in bocca, distesi su un prato, guardiamo il cielo e canticchiamo quel motivetto che ci piace tanto, con gli occhi chiusi e il sole sulla pelle. Noi, da soli, in compagnia. Di noi stessi.
domenica 24 dicembre 2023
L'equilibrio della vigilia
Tanti auguri a tutti, di cuore. A chi è felice, auguro di mettere da parte un po' di questa felicità, per quando verranno i tempi duri. A chi è triste, di attingere a piene mani al patrimonio prezioso della memoria, per annacquare con ricordi di gioia l'animo cupo del presente. A chi invece non è né felice né triste, auguro di non rammaricarsi, perché non è poi così male vivere in equilibrio. L'equilibrio dona serenità. Buona vigilia...come ogni anno, sempre!


