venerdì 18 settembre 2015

Ritorno al padre


Come il figliol prodigo mi riavvicino a te padre mio...



Rambrandt - Il figliol prodigo


Forse non sono stato il migliore dei figli, anzi, di certo non lo sono stato. Ma le tue mani luminose abbracciano lo straccio delle mie vesti assieme al corpo sofferente. Sento il tuo odore. E' l'odore della mia casa. Il centro della mia persona. Raggiungo te, e solo in questo modo raggiungo me. Nel tuo grembo mi ritrovo.


Rischiavo di perderti, senza chiederti perdono.


Ti amo con tutto me stesso, e con la forza della tua benedizione sollevo il capo. Sono pronto. Ho fatto la mia scelta. La tua benedizione sarà la mia accoglienza. Accoglierò ciò che la vita vorrà donarmi, e in questo modo donerò.


Attraverso te, padre, sarò fiero di me stesso. E non avrò più paura di amare o di essere amato, e non farò più nulla per meritare l'amore degli altri. Tu mi hai insegnato che l'amore è gratuito. Non ho niente da temere. Arriverà, perché adesso sono disposto ad accoglierlo. Saprò riconoscerlo.


E diventerò padre...forse, un giorno...


Si diventa padri in tanti modi. Ogni volta che impariamo ad amare e siamo disposti a lasciare libera la persona che più amiamo, diventiamo genitori. Impariamo il mestiere più difficile del mondo. Il mestiere dell'attesa.









Sarà difficile, ma sarà come deve essere...



2 commenti:

  1. leggere questo brano è un susseguirsi di emozioni, di condivisione in ogni parola e del sentimento che si nutre di questo amore.
    Ti ringrazio per avermi portato per mano in questo percorso.
    Trovo magnifico il verso "Raggiungo te, e solo in questo modo raggiungo me".
    Un caro saluto
    Francesco

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  2. Grazie Francesco. Non solo la vita mi ha dato l'ispirazione, ma il libro "L'abbraccio benedicente" di Henri Nouwen anche. Ti consiglio di leggerlo. E' di una spiritualità profonda.

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