I will…
Le idi di marzo cadono oggi, perché lo voglio.
Così è la vita. Sovrappensiero. E sopra il pensiero? Ah, sopra il pensiero c’è realtà!
Rotolo continuamente, come palla d’acciaio al flipper. E spengo le luci e altre l’accendo. Sono giorni di tumulti, certo. C’è che cambia un po’ tutto quando il lavoro cambia, e il trasloco è solo un passaggio, da una vita all’altra …
Sradico l’affetto che ho provato, e tento un nuovo trapianto. Come bisturi in mano sto aprendo, ssshh, silenzio! Squarcio il torace. Ma già sporche sono, di sangue le mie mani …
Ho trascurato questo posto, quasi non lo riconosco.
Così abbiamo ognuno guardato
con ansia il silenzio
dell’altro
-R.M. Rilke-
Sono ancora io che scrivo? E dov’è la poesia? E’ ancora qui?
Cerco tra gli appunti, sono fogli volanti e libri e segni. Leggo un passo e lo rigetto, ché è felice. Mi passano attraverso invece queste parole …
Lo so: piace soltanto
chi è felice. La sua voce
volentieri la si ascolta. Bello è il suo viso.
L'albero storpio nel cortile
denuncia il cattivo terreno, ma
chi passa gli dà di storpio,
e con ragione.
I verdi battelli e le gaie vele del Sund
non li vedo. Fra tante cose
vedo solo la rete dei pescatori, fragile.
Perché vado dicendo solo che
la contadina quarantenne cammina tutta curva?
I seni delle ragazze
son caldi come prima.
Nel mio canto una rima
mi parrebbe quasi insolenza.
In me combattono
l'entusiasmo per il melo in fiore
e l’orrore per i discorsi dell'Imbianchino.
Ma solo il secondo
mi spinge al tavolo di lavoro.
-B. Brecht- “Brutti tempi per la lirica”
Trad. R. Leiser – F. Fortini
E gioisco, perché sono libero.
E tu? Puoi dirlo?
E tu? Non ti riconosci?
Prendi la felicità, e vattene.





