venerdì 1 giugno 2012

Il veleno della serpe



E mi chiedi....




Quante sono le serpi che t'inquadrano il cuore?





 





Morsicato dalle tue attenzioni.







Le mecchie riflesse allo specchio del corpo... sono dieci, come i comandamenti...









Se ti amo mi chiedi...









Je t'aime, oui...oui...

















E' così breve l'amore, dura il tempo di una canzone...











Ps:  Ci sono note che finiscono fuori dallo spartito. Se le raccogliamo da terra, possiamo farne musica...
  

domenica 27 maggio 2012

Il luogo miracoloso dell'amore



E' il luogo in cui ci siamo incontrati...








Sì intimamente identica a chi ero io,
ribelle nella disgrazia dell'esilio.
Il tuo presente, ancora specchio dei miei giorni andati,
e io d'un tratto lontan da loro per sottrarmi
agli strazi di cui m'ha guarito il tuo amore,
abbiamo accecato gli specchi
e ci riconosciamo nello stesso appannamento,
compagni d'una terra dove siamo riusciti a perderci.



- A. Frenaud-  Trad. G. Caproni




Il tuo cuore è una muraglia. 








Ma sorrido, ancora.



domenica 20 maggio 2012

Dall'altra parte della sera, ovunque proteggi



Se non fosse un giorno triste, probabilmente non scriverei. E utilizzo le parole con uno scopo preciso. 

Non tento di risollevarmi, o di comprendere. Non è uno di quei giorni tristi senza motivo. E' uno di quei giorni tristi per davvero, quando di motivi reali, appartenenti cioè al mondo esterno, puoi trovarne.

Oggi non mi aiutano a pensare le parole. Non cerco di riportarle per darvi poi un senso. Eppure lo faccio quasi sempre, come trascinato da un desiderio di conoscenza.


Oggi no. Oggi scrivo perchè mi facciano compagnia. 


Mi rifugio, nei miei giorni tristi, in note più tristi. In questo modo i giorni tristi diventano un po' meno tristi.





Così mi fanno compagnia anche le note.



E le parole. Le parole, ancora. Puoi trovarle nel testo, o poco più su, poco più giù. Tutte assieme. Mano nella mano. Definiscono un cerchio attorno a me.


Si, uno di quei cerchi che si usava fare da bambini.  




Giro giro tondo, casca il  mondo, casca la terra, tutti giù per terra




Mi sono rimaste dentro le parole a cerchio, le sento ancora, come grida e risa e note. Le note, ancora. Così la vita è tragica, ma quando si è bambini sembra quasi divertente.



Non voglio mettervi di cattivo umore, perchè non voglio passarvi ciò che non provo. 



E' un giorno triste, sì, ma di vuoto. Di quasi assenza di emozioni.



Uno di quei giorni che ti viene voglia di pregare per sentirti vivo.








...
E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto
 ...
In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore




Fino in fondo....



 Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore



E  così mi asciugo le labbra dopo questa bevuta, di musica e poesia. Dissetato muoio qui. Cioè scrivo.



Non è una buona domenica per me questa. Spero che a voi sia andata meglio. Magari adesso vi leggo, è da un po' che non lo faccio.  



Mi perdonerete.

venerdì 11 maggio 2012

L'ultima notte felice del mondo



Raschio la parete del blog, per trovarci i colori...







La "Fugue", Kandinsky





L'ho fatto per le tue parole...











Ps: Cos'è?  Non è poesia?









E' tutto l'amore che posso



sabato 5 maggio 2012

Il bacio della luna


Il sole è azzurro come il cielo
E la luce, la luce trasparente come l'aria..










Ci sono sere come questa. Ci sono sere come questa.

Alzo gli occhi. Appesa al cielo. Come un mappa. O un lampione messo lì da qualcuno, a indicare la strada.

Guidavo per sentieri sperduti stasera. Sentieri che erano pensieri. Odoravano di natura, sfidavano l'asfalto, dentro una nuvola di boschi. E alla fine del rettilineo c'era lei ad attendermi. Così vicina alla terra, così serena. Così piena.

E mi scoprivo a decelerare, gli occhi al cielo, fino a spegnere il motore, adesso fermo.

Il silenzio del bosco. Io, sulla strada. Al cielo la luna. Questa luna.



Cosa vuoi da me ?



Ma lei niente, sempre lì, serena. Lo splendore della bellezza. Gli occhi tristi. 



Cosa posso darti ancora?



Ma non rispondeva. Eppure era lì con me. Guardava me.


Faccio come per andarmene. Gli occhi al volante. No, non devo.


Sconfitto poi, mi abbandono. La guardo ancora. Al cielo, di nuovo.






Il sole è azzurro come il cielo
E la luce, la luce trasparente come l'aria...








E questa volta scendo dalla macchina, e poi salgo, salgo su un albero per vederla da vicino. Mi allungo adesso, quasi la tocco...basterebbe un salto!



E lo faccio...



Per poco non mi rompevo l'osso del collo. Mi duole il braccio. Ma sono felice. Ho avuto tutto quello che volevo, davvero.






Un solo bacio, rubato all'eternità.










Il sole è azzurro come il cielo
E la luce, la luce trasparente come l'aria..








Ah... ma è notte...






sabato 28 aprile 2012

Sono folle, e questo è l’amore che scelgo di darti



Leggo di te nei fiori del deserto, sopravvivono come l’acqua preziosa, sotterranea, che 
li alimenta. Il mio amore non conosce territori arsi dalla sete. Sopravvive alla più 
naturale delle conseguenze. Sopravvive anche in condizioni di vita non
ottimali, di morte, quando l'aria non respira, e la sabbia tutta
finisce qui, nella clessidra.
Corre, corre il tempo.
E la ragione,
 non me ne 
dimentico,
dice che c’è
il tempo,
un tempo
per ogni cosa. 
Non è vero!
Non è così!
 Sono folle,
posso dirlo!
Il tempo
è adesso!
Se ti chiedi
qual è il tempo
dell’amore … 
no, non farlo,
non indugiare!

.
.
.
.
Corre, corre il tempo.
I miei pensieri
come sabbia
si esauriscono.

.
.
.
.
Le emozioni
passano
alla strettoia
angusta
dell’attesa.

.
.
.
.
Corre, corre il tempo.
E flussi
di energia
cosmica
m’attraversano,
e scosse
elettriche,
da capo
a piedi.
 E’ uno strazio
per il corpo
resistervi.
 E quando
succede,
 dopo,
sfibrato,
senza
più energia 

cade
a terra
E allora basta una parola, un segno
Il ricorso all’immaginazione gravida cui date il nome di illusione, per me è 

figlia, è pazzia! La clessidra la impugna il Tempo in persona, la rivolta. E capovolto 
anch'io, dai piedi ai capelli, scorre la sabbia, e l’amore, l’amore veloce riprende la corsa.
Corre, corre il tempo. E quanto ne passa. Ma nel vortice del destino, non fosse l'ansia…








A proposito, non somiglia a una danza?




Ps: quando ho scritto queste due parole, non pensavo più che il tempo fosse lineare. Forse lo era ancora quello esterno, ma di questo non potevo avere certezza. 

Oggi mi sembra che il tempo interno assomigli a quello di una clessidra. C'è un momento in cui ci rivoltiamo dentro, come fossimo soggetti a un riflusso d'anima. Scosse interne percorrono i nervi. E nuova linfa scorre, rivitalizza. C'è la morte ogni volta, e poi c'è la vita. C'è quel ritmo da seguire. Il ritmo della poesia è del senso di noi...

Andiamo alla radice della musica allora, di ogni danza.

mercoledì 25 aprile 2012

Il cuoco di Salò







[...] Che qui si fa l'Italia e si muore 
Dalla parte sbagliata 
In una grande giornata si muore 
In una bella giornata di sole [...]




Oggi la poesia è partigiana...